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Maltrattamenti in famiglia: quando è reato e come tutelarsi
Umiliazioni, violenze e sopraffazioni ripetute all'interno della famiglia o della convivenza costituiscono un reato grave, oggi punito più severamente dopo la legge n. 181/2025.
Art. 572 c.p.
Maltrattare un familiare o un convivente è punito con la reclusione da tre a sette anni.
Legge 181/2025
Il reato si estende all'ex non convivente legato da figli comuni; nuova aggravante per gli atti di controllo e prevaricazione.
D'ufficio
Si procede anche senza querela. La pena aumenta se il fatto avviene in presenza di minori.
Tutela
Allontanamento dalla casa familiare, divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico.
Cosa dice la Cassazione
Cass. Pen. n. 18833/2018
Anche i figli costretti ad assistere abitualmente alle violenze possono essere vittime del reato.
Cass. Pen. n. 8323/2021
Per l'aggravante della presenza del minore non serve che le condotte davanti a lui siano abituali.
Cass. Pen. n. 1268/2025
Impedire alla vittima di raggiungere l'indipendenza economica può integrare i maltrattamenti.
Articolo a cura dell'Avv. Lorenzo Tani, avvocato penalista a Bologna.
Pubblicato il · Aggiornato il
FAQ
Domande frequenti
Quando i maltrattamenti in famiglia sono reato?
Quando umiliazioni, violenze e sopraffazioni verso un familiare o un convivente sono ripetute nel tempo. L'art. 572 c.p. le punisce con la reclusione da tre a sette anni e si procede anche senza querela.
Il reato vale anche verso l'ex partner non convivente?
Sì, se tra le persone ci sono figli comuni. La pena aumenta inoltre se il fatto avviene in presenza di minori, che possono essere anch'essi vittime del reato.
Quali tutele ha la vittima di maltrattamenti?
L'allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico. In caso di pericolo immediato si chiama il 112; per un sostegno è attivo il numero antiviolenza 1522.